Carnevale di Nizza

Carnevale di NizzaIn inverno, la più rinomata manifestazione di Nizza e di tutta la Costa Azzurra è senza dubbio le Carnaval (il Carnevale), che si svolge ogni anno a febbraio e dura fino ai primi di marzo. Per meglio comprendere l'importanza e l'attaccamento dei francesi a questa festa occorre fare un passo indietro e risalire alle origini dell'usanza: la tradizione religiosa cattolica della Quaresima prevede un digiuno di quaranta giorni e i 'nizzardi', fin dal Medioevo, prima di digiunare erano soliti nutrirsi con una cucina particolarmente grassa e abbondante. Per dare libero sfogo all'allegria, venne lasciato ampio spazio ad ogni sorta di esuberanza e cioè lasciarsi andare completamente all'euforia e al divertimento senza però mostrarsi direttamente, dissimulando la propria identità. Il divertimento principale consisteva nel prendersi gioco di tutto e di tutti fino al Martedì Grasso, celati dietro maschere e riparati da travestimenti.

La tradizione del Carnevale nizzardo affonda le sue radici in tempi molto remoti, tanto che la prima citazione risale al 1294, quando Carlo di Angiò, Conte di Provenza, narra di aver trascorso a Nizza "i giorni allegri del Carnevale". Fino al XVIII secolo, i festeggiamenti erano caratterizzati da balli in maschera e sfrenate farandole nelle strade dell'attuale città vecchia. Capitava anche che gli eccessi venivano rapidamente controllati dai cosiddettii Abati dei Folli, inviati dal clero con il compito di vigilare sull'allegria popolare. Sotto l'influenza del Carnevale di Venezia, nel corso del XVIII secolo, cominciarono a prendere piede i Veglioni e il Carnevale di salone, ossia balli in maschera privati che presero il sopravvento sui divertimenti di strada.

In seguito, durante gli sconvolgenti avvenimenti politici e militari della Rivoluzione Francese e del Primo Impero, le feste subirono una brusca interruzione, anche se questa importante tradizione era ben lontana dall'essere dimenticata: nel 1830 fu infatti organizzato un primo corteo in onore di Carlo Felice e di Maria Cristina, sovrani del regno di Sardegna, il carnevale stava tornando di moda e l'avvenimento preannunciava il ritorno del Carnevale a Nizza

Con il tempo il Carnaval di Nizza diventa sempre più moderno e a passo con i tempi, accogliendo in sé inedite modalità di svolgimento: se fino al 1872 il culmine della festa si svolgeva nelle strade di Nizza, assecondando l'estro e le inclinazione della folla in maschera (che si divertiva lanciandosi coriandoli di gesso, farina e uova), nel 1873 il nizzardo Andriot Saëtone prese l'iniziativa di fondare il Comitato delle feste (Comité des Fêtes), il quale grazie anche al patrocinio della municipalità, fu incaricato di organizzare una sfilata di carri e conferire nuovo splendore al Carnevale di Nizza. Nasce così il Carnevale moderno, caratterizzato da uno straordinario tocco grottesco e fantastico, nonché da spettacolari carri che tuttora sfilano per le vie della città. Quello nizzardo divenne così il carnevale urbano più celebre della Francia, prestandosi a modello a carnevali più celebri, tra cui quelli di Rio, New Orleans, Quebec, Londra o Viareggio.


Passando al Novecento, le due guerre mondiali hanno impedito lo svolgimento del Carnevale per diversi anni, così anche la Guerra del Golfo nei poco lontani anni '90. L'ingresso nel Terzo millennio è stato collegiale: nove artisti francesi, provenienti dal mondo della stampa e dell'editoria, unirono i loro talenti offrendo un'interpretazione molto ispirata del nuovo secolo. Tuttora l'esigenza artistica è in costante crescita, ciò significa che i carnavaliers, ossia gli artisti dei carri, si arricchiscono sempre più in competenze, gusto, manualità, creatività, scelta dei temi e dei disegni, utilizzo di materiali innovativi e impiego di tecnologie all'avanguardia.

Per i temi gli autori dei carri traggono ispirazione dalla tradizione: allegoria, satira locale, avvenimenti politici e sociali; è l'universo del fantastico a dominare, con personaggi mitici e simbolici. Questa crescente specializzazione degli artisti rende i carri decisamente prestigiosi e il Carnevale nizzardo sempre più suggestivo. I più grandi artisti del Carnevale d Nizza sono Alexis Mossa e suo figlio Gustave-Adolphe Mossa: i due riescono alla perferzione a rappresentare l'immaginario e la mitologia popolare e interpretano una sorta di inconscio collettivo servendosi del grottesco come mezzo espressivo. Il tema del Carnaval è noto ai carnavaliers sin dalla primavera precedente, il che dà immediatamente il via libera alla ricerca dell'ispirazione, della trovata più giusta, dell'idea più originale. Una volta individuato il soggetto ideale si passa alla realizzazione del disegno, dopodiché lo scultore modella i volti delle maschere con l'argilla, dando vita al gesso che il carnavalier ricoprirà di diversi strati di pezzi di carta, incollandoli con una mistura di farina e acqua calda. Si giunge così al modello definitivo che dovrà essere dipinto e vestito. Tra l'altro, Gustave-Adolphe e Alexis hanno imposto da tempo uno stile specifico nell'arte pittorica carnevalesca: i colori utilizzati sono immancabilmente vivaci, cangianti e sfumati all'infinito. Inoltre, la meccanizzazione dei carri è davvero ingegnosa: corde e spago, ma anche 'cric' idraulici impiegati per animare i personaggi.

Ai colori si aggiunge lo sfavillio delle luci del Carnevale di Nizza: più di 12.000 lampadine colorate da 15 watt illuminano le strade della città durante la manifestazione, immergendo gli abitanti e i visitatori in un meraviglioso e scenografico universo di luci. Le luminarie di Nizza sono decisamente uniche e si mostrano nel loro massimo splendore in Place Masséna, con 500 m di pannelli di 9 m di altezza, che arrivano a sfiorare addirittura i 15 m per il pannello centrale. L'aspetto più affascinante di queste luminarie consiste nel fatto che esse riprendono e illustrano il tema del Carnaval.

Quanto alla musica del Carnevale di Nizza, il ruolo è principale: da sempre associata al Carnevale, traduce in note il caos simbolico della manifestazione e, al contempo, l'allegria dell'ordine ritrovato. Dal momento in cui le orchestre trovano posto sui carri, le musiche e le fanfare militari accompagnano le sfilate come parte integrante dei festeggiamenti. Viene persino bandito un concorso in cui parolieri e compositori entrano in competizione per aggiudicarsi la vittoria: viene scelta la canzone ufficiale del Carnevale di Nizza e imparata nei diversi quartieri, cosicché una volta giunto il Carnevale tutti possano conoscerla a memoria e cantarla. Tra le canzoni più celebri e diventate dei veri e propri inni di questa festività, possiamo ricordare Viva Carnaval, Es Carnaval! (1909) e Velou, Velou! (1922); quest'ultima in particolare celebra il Ponte Vecchio, distrutto quello stesso anno, ed è stata composta dal celebre nizzardo Menica Rondelly.

Non vanno poi trascurate le famose Batailles de Fleurs (Battaglie dei fiori di Nizza): create nel 1830, in occasione del soggiorno a Nizza di Carlo Felice: sono una grande festa popolare e una tradizione conosciuta in tutta la Costa Azzurra, capace di attirare migliaia di visitatori e curiosi, che non possono non lasciarsi coinvolgere in questo turbinio di fiori, di profumi e di colori. Nel 1874, il carnavalier Jean Cuggia, autore del carro della pace, ha esaurito addirittura 15.000 bouquets di fiori nell'arco di una sola giornata di carnevale. Nel 1876, la prima Battaglia dei Fiori sulla Promenade des Anglais, in riva al mare, fu organizzata sotto l'impulso di Alphonse Karr e del Conte di Cessole: si trattò di una festa estetica e dominata dalla sfilata dell'élite della società in auto addobbate con splendide composizioni floreali. Comunque, ben presto, i timidi scambi di bouquet tra gli equipaggi decorati dei facoltosi si sono trasformati in uno spettacolo prestigioso, parte essenziale del Carnevale.

Oggi, la Battaglia dei Fiori  di Nizza si staglia come una fastosa sfilata costituita da una ventina di carri, tutti adornati con un'enorme quantità di fiori veri: occorrono all'incirca quattro, cinquemila steli per rivestire dei carri lunghi 7 metri, larghi 2 ed alti 6. La loro ideazione ed elaborazione si inseriscono nell'ottica di un lavoro lungo e meticoloso, poiché i fiori devono essere fissati uno alla volta per dar vita a splendidi e profumatissimi mosaici. I fiorai, riuniti nell'Associazione dei realizzatori delle Battaglie di Fiori della Città di Nizza, ad ogni manifestazione si cimentano in strabilianti prodezze, dando prova di grande gusto, fantasia, abilità e velocità. La rapidità acquista effettivamente notevole importanza nella realizzazione degli addobbi, perché quando i fiori arrivano vengono distribuiti nel laboratorio del lunedì o del giovedì mattina e immediatamente dopo ha inizio una vera e propria corsa contro il tempo affinché tutti i carri siano pronti per l'indomani mattina. Questi artigiani-artisti forniscono ben il 90% dei fiori utilizzati e ciò presuppone un considerevole impegno e una preparazione che comincia molto prima del Carnevale: le piante di gerbere, rose, crisantemi, gladioli, margherite, iris e garofani, sono messe in terra sin dal mese di novembre, di modo che il raccolto sia disponibile in tempo debito. La mimosa, simbolo di Nizza, occupa naturalmente un posto privilegiato nel cuore della Battaglia dei fiori. Alla Battaglia partecipano anche affascinanti "mannequin", ossia donne e uomini abbigliati con sontuosi costumi e stravaganti copricapo, che gettano con grazia migliaia di fiori agli spettatori festanti, sistemati nelle tribune e lungo tutta la Promenade des Anglais. Tra le ragazze delle battaglie, alcune partecipano anche all'elezione della Regina del Carnevale: si tratta di una prestigiosa serata-spettacolo che si conclude con la designazione della più bella, alla quale spetterà l'onore di rappresentare il fascino del Carnevale nizzardo in tutto il mondo, per l'intero anno.

Quello di Nizza resta dunque ancora oggi uno dei carnevali più importanti del mondo per quantità e qualità dei soggetti trattati, dei carri realizzati e degli autori impegnati; quest'ultimi sono uomini e donne non professionisti che, sottraendo spazio al proprio divertimento e utilizzando il proprio tempo libero, consacrano moltissime ore di lavoro alla creazione delle opere carnevalesche. Per i carnavaliers la realizzazione dei carri è indubbiamente un'immensa passione, una passione a cui possono dedicarsi anche grazie alla sovvenzione stanziata dal concorso, che consente loro di coprire le spese sostenute per la realizzazione dei carri. Oggi, tuttavia, i giovani non sacrificano più molto volentieri il proprio tempo libero per partecipare all'ideazione delle opere da far sfilare durante il Carnaval e gli anziani sono costretti a passare il testimone a dei veri e propri professionisti, nuovi custodi delle tradizioni di ques't?arte popolare.

Sabrina El Naggar

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