La nuova Era culturale in Francia

cultura_montmartre_francia La cultura francese sta rivivendo una nuova era, in un 2007 ricco di nuove tendenze culturali.
Negli ultimi decenni la Francia ha vissuto numerose e diverse mancate ispirazioni culturali causate da una disordinata frenesia e da una incapacità di trovare le giuste  emozioni artistiche. Ma il 2007 si sta presentando ricco di inaspettate tendenze, sinonimo di un nuovo fiorire culturale francese: la pubblicazione di ben 727 novelle, di centinaia di album musicali, di dozine di nuovi film, e ancora mostre, nuove gallerie d?arte, concerti, opera, e tanto altro. L?autunno francese del 2007 si sta presentando come una nuova primavera, sarà mai questo il preludio di una nuova era culturale nel paese?

Nessun altro prende la cultura più seriamente dei francesi: i media francesi dedicano un vastissimo spazio ad eventi culturali, recensioni letterarie e varie altre notizie, tanto da essere spesso in prima pagina nei quotidiani di tiratura nazionale; inoltre, ricordate che ogni località francese, anche il più piccolo villaggio, possiede il suo teatro o opera festival.
Questo è quanto accade in Francia. Ci si chiede ora, cosa resta oggi della cultura francese nel mondo?

Un tempo la cultura francese, i suoi eccellenti scrittori e cantanti o il suo cinema di tendenza, faceva emozionare il mondo intero. Oggi sono pochi i libri francesi che trovano pubblicazione oltre confine. Un tempo,il Paese con i suoi geniali scrittori francesi come Molière, Hugo, Balzac e Flaubert o ancora i leggendari Proust, Sartre, Camus e Malraux avrebbe riempito gli stadi oltremare, oggi pochi ricordano i nomi di quelli contemporanei. Un tempo il cinema francese era l?industria cinematografica più grande del mondo, trainata com?era dalle tendenze cinematografiche degli anni ?60 di François Truffaut e Jean-Luc Godard. Oggi, nonostante la Francia produca sempre un gran numero di film (circa 200 all?anno), il numero di quelli che raggiunge la critica internazionale è quasi nullo (non lasciatevi ingannare... Ratatouille il film animato, di francese ha solo il nome, corpo e anima sono americani).
Ieri, la scena artistica parigina, senza dubbio insieme a quella rinascimentale italiana, la più grande di tutti i tempi, dava i natali a movimenti come l?impressionismo, il surrealismo e ad altretante note correnti artistiche, oggi le ispirazioni artistiche, soprattutto da un punto di vista commerciale, è meglio andare a ricercarle in città come New York o Londra. Si pensi che le vendite nelle aste artistiche parigine raggiungono oggi in media l?8% delle vendite internazionali, contro il 50% degli USA e il 30% del Regno Unito.
In aggiunta, sempre a livello internazionale, la Francia non ha ancora saputo rimpiazzare i nomi delle stelle musica come Charles Trenet, Charles Aznavour e Edith Piaf senza dimenticare Debussy, Satie, Ravel e Milhaud, con altretanti nomi di prestigio.

Ma la Francia, ripetiamo, considera la cultura in modo troppo serio per lasciarla nascosta dietro la tenda rossa di un anonimo teatro parigino. Questa è una nazione che promuove la cultura come uno dei programmi principali del governo statale, perchè la cultura per i francesi è simbolo di orgoglio e patriotismo.
Il governo Sarkozy pare voglia proseguire con il programma culturale della nazione ,con la promessa non solo di sviluppare l?economia, l?etica e la diplomazia francese nel mondo, ma anche di modernizzare e approfondire le attività culturali della Francia oltre i suoi confini. Per iniziare la nuova politica culturale francese si propone di eliminare i costi di entrata nei musei stabilendone il libero ingresso ai visitatori.
Ora ciò che serve ai francesi, come molti esperti fanno notare, è andare oltre le proprie insicurezze, culturali in primis, che hanno portato il  paese ad una sorta di 'déclinisme? pessimistico e ad una nostalgia dei tempi che furono. Nostalgia che, oggi, con l?arrivo del nuovo governo, vuole probabilmente essere messa da parte per nuove attive proposte e propositi.
Ma nel mezzo di un possibile nuovo fervore culturale è importante dare mano alla parola ?qualità?, sia nello stile di vita dei francesi che nell?arte e nella cultura del Paese in generale. Qualità che se un tempo veniva ?decisa? dai pochi intelletuali e sociologi della nazione, oggi viene abbracciata anche dalla cosidetta cultura di massa.
Ma i francesi in questo sono sempre stati originali, oggi la spesa statale in supporto alla cultura nazionale si aggira intorno al 1,5% del PIL contro lo 0.7% della Germania, lo 0.5% del Regno Unito e lo 0.3% degli Stati Uniti.
Nonostante questa grande promozione culturale all?interno della nazione, perchè la Francia non riesce più a sconfinare oltre il proprio nazionalismo? Insicurezza nazionale, orgoglio nazionale, lingua.
Oggi, gli organi di criticismo artistico riesiedono in nazioni 'filo-english? e lontani sono gli anni, ?40 e ?50, dove la Francia era al centro della scena artistica mondiale.

Ora, non rimane che chiederci se questo nuovo autunno culturale sia il preavviso di un nuovo risveglio culturale francese anche a carattere internazionale.
I critici ammettono che la Francia ha necessità di un nuovo sistema educativo alla cultura, e che pertanto il sistema scolastico francese ha bisogno di riforme più specifiche. Il governo Sarkozy a tale proposito promette una ulteriore estensione di corsi accademici in storia, arte e letteratura.

C?è da notare, in conclusione, che la cultura francese ha bisogno di una buona dose di marketing, forse niente più. Film d?autore come quelli di Luc Besson e Gérard Krawczyk, autori come Yasmina Reza e il suo L'Aube le Soir ou la Nuit, nuovi cantanti come Camille, Benjamin Biolay e Vincent Delerm, hanno sicuramente ravvivato la ?chanson francaise? con nuove emergenti correnti culturali, che hanno solo bisogno di essere conosciute oltreoceano.

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