Mont Saint Michel

Mont Saint Michel FranciaSecondo la tradizione nel 708 il vescovo di Auranches ebbe in sogno una visione dell?arcangelo Gabriele, a causa della quale fece costruire un oratorio sull?isolotto di Mont Saint Michel in  Normandia, che divenne nel giro di pochi decenni meta di migliaia di pellegrini.
In seguito il povero oratorio divenne un monastero benedettino, poi sostituito dalla maestosa abbazia in stile gotico costruita tra il XII e il XVI secolo e divenuta in breve tempo il simbolo dell?isola.
Alterne furono le vicende che coinvolsero la splendida costruzione, la cui alta guglia fende la nebbia delle mattinate autunnali, riflettendosi nello specchio d?acqua che la circonda quando giunge la marea e raddoppiando così l?effetto di fascino e impenetrabile mistero, che accoglie il turista.

Ancora oggi alla fine del mese di settembre lo sperone granitico alto 150 metri, che ospita e sorregge l?abbazia è  meta di un pellegrinaggio in onore di San Michele.

L?abbazia, proclamata patrimonio mondiale dell?umanità dall?Unesco, fu anche una prigione al tempo della rivoluzione francese, quando l?isola su cui sorge venne battezzata Mont Libre (Monte Libero). Ad aumentare il fascino della località è la particolare natura che circonda la piccolissima isola a forma di cono, di appena 1 Km di circonferenza, cinta da vasti banchi di sabbia bianca e soggetta al particolare influsso delle maree. Basti pensare che durante le basse maree, l?acqua può ritirarsi fino a 12 Km dalla terraferma, scoprendo il fondo di sabbia bianca dell?isola. Come in una sorta di gioco di forte attrazione repulsione per il monte, il mare arriva a circondarlo completamente in un saldo abbraccio solo per due ore al giorno durante le alte maree, dando la sensazione che l?abbazia sorga direttamente dalle acque.

Il senso di misterioso isolamento del monte è dato anche dal fatto vi si può accedere soltanto attraverso la Porte De L?Avancée, che è l?unica apertura nei bastioni cinquecenteschi che circondano l?isolotto, con sulla sinistra l?antico corpo di guardia e sulla destra due cannoni lasciati dagli inglesi alla fine della guerra dei cento anni. Attraverso la Porte De L?Avancée si arriva sulla soglia dell?unica strada di Mont Saint Michel: la Grand Rue, che circumnaviga il monte salendo in grande pendenza.
La strada è fiancheggiata da una serie di costruzioni risalenti al 1400 e al 1500, adibite oggi prevalentemente a negozi di souvenirs, alberghi e graziosi ristoranti. 
Proseguendo lungo questo percorso, allietato in genere dal vociare dei tanti turisti, si arriva all?abbazia, cuore della visita all?isola. 
L?ingresso della costruzione è costituito da una lunga scalinata, che termina con una terrazza panoramica sul fianco destro dell?abbazia: la Plateforme du Saut-Gauthier
Da questa terrazza si può godere solo parte del panorama che dà verso la costa ovest, ma proseguendo e raggiungendo la terrazza successiva, quello che si apre davanti ai nostri occhi è la splendida vista dell?intera Baia di Mont Saint Michel.
La visita dell?abbazia può essere completata da quella dei Jardins de l?Abbaye, situati a ridosso dell?edificio della Marveille, i cui tre piani di costruzioni sembrano letteralmente scavati all?interno dei possenti pilastri che sorreggono la costruzione stessa.
Dai giardini parte anche un sentiero che si snoda nel bosco, raggiungendo varie terrazze panoramiche da cui si domina il mare. Culmine della visita all?abbazia è proprio l?edificio della Marveille, con il suo chiostro circondato da gallerie di ben 220 esili colonnine di granito rosa disposte in doppia fila.
Con la bassa marea è possibile fare il giro completo dell?isola a piedi non impiegando più di trenta minuti, con l?alta marea invece si può circumnavigare l?isola in barca, incontrando lungo il tragitto: la rotonda Tour Gabriel del 1534, adibita poi a mulino a vento; la cappella di Saint Aubert abbarbicata su uno sperone roccioso e la fontana fortificata di Saint Aubert, che un tempo era l?unica fonte di acqua dolce dell?intera isola.
L?erba dei campi di Mont Saint Michel viene infatti irrigata dall?acqua salata delle maree, che dà alla carne dei vitelli e degli agnelli che se ne cibano un gustoso sapore aromatico, a causa del quale la carne di questi animali viene definita Prés-salés( presalata). Da assaggiare in particolare l?arrosto di cosciotto di vitello prés-salés ( gigot), cucinato alla Granville in una salsa di sidro e panna.

Articolo di Rina Zamarra

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