|
Inerpicandosi attraverso una ripida serie di stradine che salgono sempre più e affrontando un ultimo tratto di un interminabile scalinata si sala fino alla collinetta di Montmartre, che domina Parigi. Dall?alto dei suoi 270 metri è possibile ammirare tutta la città, che si distende come un fazzoletto ai piedi della boutte(collinetta) .
Montmartre è un antico paesino di vignaioli e ancora oggi al centro di quella che è una metropoli, questa collina custodisce e protegge l?unica vigna parigina, simbolo dell?atmosfera romantica e bohémien di questo caratteristico quartiere. Nel mese di ottobre e precisamente il 7 il quartiere festeggia la sua vecchia origine con la festa della vendemmia e dell?uva di Montmartre (Vendanges de Montmartre), che si svolge in un pittoresco angolo tra Rue des Saules e Rue Saint-Vincent presso un antico vigneto. Montmartre secondo la tradizione prese il nome dal Mont Martis, il monte di Marte, in quanto sulla collina in epoca romana era stato edificato un tempio in onore del dio e tuttora oltre a questo tempio è possibile ammirarne un altro dedicato al Dio Mercurio. Secondo un'altra leggenda il nome sarebbe derivato da Mont du Martyre, perché vi vu decapitato Saint Denis (S. Dionigi), primo vescovo di Parigi, intorno al 250 d.c. Un?altra leggenda ancora vuole invece che S. Denis non vi fosse stato esattamente decapitato, ma che la decapitazione fosse avvenuta in un?altra zona della città e poi il santo si fosse recato con la testa sotto il braccio fino a Montmartre. Il piccolo paese di vignaioli di Montmartre, che riforniva di vino e pane la città, grazie alla presenza di numerosi mulini, due ancora esistenti, si trasformò tra la fine del XIX secolo e l?inizio del XX nel quartiere del divertimento e degli artisti. L?Ottocento fu il periodo del suo massimo fulgore grazie allo stile anticonformista e antiborghese dei tanti artisti che lo popolavano e che lo scelsero persino come residenza eterna. Da visitare il piccolo e romantico cimitero di Montmartre, ricco di originali monumenti funebri di personaggi illustri. Sulla tomba del pittore Fragonard e stata scolpita una tavolozza in pietra, quella di Alphonsine Plessis, la ?signora delle camelie?, è stata abbellita con un cuscino di violette di marmo e continuando a percorrere i vialetti del cimitero ci si imbatte nelle tombe di Degas, Zola, Sthendal, Dumas, Truffaut e tanti altri celebri personaggi. La pace del piccolo cimitero contrasta con il cuore di Montmartre pieno di vita e movimento: la famosa Place du Tertre, affollata di chiassosi ristoranti all?aperto e di turisti che mangiano letteralmente circondati dai numerosi e abili ritrattisti. Il vociare turistico della piazza si perde nel reticolato delle tante viuzze e vicoli che la circondano, fino a raggiungere di nuovo il silenzio nella parte più alta della collinetta dove sorge il simbolo di Montmartre il Sacré-Coeur. La basilica è una vera e propria chiesa-terrazza con i 237 scalini della sua cupola, che portano direttamente sopra la città. A questa meraviglia architettonica si accede attraverso un portico con due statue equestri, che rappresentano due simboli universali della storia francese: il re Luigi il Santo e Giovanna D?Arco. Da visitare anche l?abbazia S.Pierre di Montmartre che fu sconsacrata durante la rivoluzione francese per essere intitolata alla Ragione, divenne infatti il Tempio della Ragione, per poi essere consacrata di nuovo nel 1908. È però il percorso artistico e bohèmien quello più affascinante, la prima tappa è senza ombra di dubbio in place Emile Gadeau con gli atelier del Bateau-Lavoir, il cui nome prende origine dai battelli della lavanderia, che percorrevano la Senna con il loro carico di bucato cittadino. Anticamente questa costruzione era una fabbrica di pianoforti, poi tra il 1890 e il 1910 divenne la residenza di numerosi pittori da Picasso a Modigliani, talmente poveri all?epoca da essere costretti a fare dei turni per poter usufruire di un povero giaciglio. Camille Pissaro insieme a Van Gogh e Touluse-Lautrec fu un altro assiduo frequentatore del quartiere, suo il famoso dipinto Boulevard Montmartre, che ritrae il boulevard che conduceva alla collinetta, così come il pittore era solito vederlo dalla sua stanza d?albergo. Proprio in questo quartiere trovarono nuova vita e sviluppo il cubismo e la pittura moderna, basti ricordare che Picasso vi dipinse le famose Demoiselles D?Avignon. Per gli amanti del surrealismo Montmartre ospita una mostra permanente di ben 330 dipinti del maestro spagnolo Salvador Dalì, ospitati al centro del quartiere nell?Espace Montmartre. Il cuore pulsante della vita bohèmien e notturna di Montmarte era rappresentato nell?Ottocento dai numerosi cabaret dove si faceva largo uso della bevanda dei poeti: l?assenzio, insieme anche al meno noto hypocras, una bevanda a base di vino zuccherato e aromatizzato con chiodi di garofano e cannella. I più famosi sono il vecchio cabaret: ?Au lapin agile? con l?insegna del pittore Gill, noto anche con il vecchio ed evocativo nome di ?Cabaret des Assassins? e ?Le chat noir?, così famoso da essere diventato il simbolo non ufficiale di Montmartre, con il gatto nero dalla lunga coda a forma di panciuta virgola su sfondo giallo e rosso. ?Le chat noir? venne fondato da Rodolf Salis nel 1881, varie sono le storie riguardo la scelta del famoso gatto come simbolo dell?ardito locale, da quella che vuole che un gatto nero fosse sempre sul marciapiede di rimpetto durante i lavori al locale, a quella che nel suddetto locale non ancora restaurato vi fosse un manifesto con il gatto. Il locale divenne il centro della vita di Montmartre con artisti e poeti, che apostrofavano i clienti anche nobili senza peli sulla lingua, ma la vera rivoluzione fu la casuale introduzione di un piano, con il quale anche la musica entrò ufficialmente ad allietare le serate di personaggi come il poeta maledetto Verlaine. Oggi è possibile acquistare il gatto nero stampato ovunque su borse, magliette, poster, quadretti nei tanti piccoli bazar che affollano le stradine di Montmartre, trasformandolo in un chiassoso mercatino all?aperto. La fama internazionale spetta però al Moulin Rouge ai piedi di Montmartre in Place Blanche nel quartiere Pigalle. Costruito nel 1889 da Ollier proprietario dell?Olimpia, il locale ha la caratteristica forma dei mulini di Montamartre con le pale rose che svettano sopra la costruzione. Assiduo frequentatore ne fu Henri Touluse-Lautrec, che ne raffigurò le bellissime ballerine di can-can. Ballo inizialmente sperimentato nel locali di polca del quartiere di Montparnasse, ma che trovò la vera e piena esplosione in questo finto mulino rosso. Nel locale si sono succeduti artisti del calibro di Edith Piaf, Ives Montand, Frank Sinatra, Josephine Baker e tanti altri. Attualmente purtroppo il Moulin Rouge non è più ai livelli artistici di tanti anni fa e anche intorno il quartiere Pigalle è diventato un colorato e variopinto quartiere a luci rosse, meta di un corposo numero di curiosi turisti. Articolo di Rina Zamarra
|