Parigi letteraria

Parigi letterariaParigi è considerata da sempre un inesauribile serbatoio letterario, luogo privilegiato in cui sono state ambientate grandi trame romanzesche, centro catalizzatore per appassionati di letteratura, oltre che di grandi scrittori del passato e del presente. Artisti che in ogni tempo sono giunti a Parigi alla ricerca di una desiderata ispirazione, tentando più o meno consciamente di trovare nuova linfa per le proprie poesie, per i racconti, per le novelle, per i romanzi.
 
Anche oggi gli aspiranti scrittori si recano a Parigi alla ricerca di stimoli, per respirare l'aria di eccezionale fervore che da sempre caratterizza la città e sedendo nei celebri café letterari, antichi ritrovi privilegiati di intellettuali e pensatori. Una delle cose più interessanti da fare a Parigi è visitare le abitazioni di poeti e scrittori, sono state ormai trasformateparigi letteraria in veri e propri musei, ma hanno mantenuto nel corso del tempo quel certo non so che, uno spirito intangibile che sembra muoversi tra le camere di queste ineguagliabili abitazioni. Che effetto fa ripercorrere le stesse strade che furono attraversate da un Voltaire, un Montesquie o un Zola? Come si presentavano ai loro occhi queste strade? da cosa erano affiancate. Il panorama parigino nelle epoche passate era di certo diverso e questo ci dà un senso in questo nostro cammino sociale ed urbano nel futuro.  

d artagnan parigiTra le grandi opere letterarie ambientate nella capitale francese è possibile fare riferimento ad alcuni casi particolarmente significativi: Les Trois Mousquetaires (I Tre moschettieri) di Alexandre Dumas, Les Misérables (I Miserabili) di Victor Hugo e ancora Georges Simenon. Lo sapevate? I moschettieri vivevano nel Quartiere Latino e piaceva girare per i dintorni di Saint-Sulpice. Athos viveva a rue Férou, Aramis in rue Cassette e Porthos in rue du Vieux Colombier. E il d'Artagnan? Lui invece abitava a rue des Fossoyeurs (via dei Becchini) che però oggi non esiste più, ma poco lontano da dove infatti abitava il vero conte di Artagnan, e cioè nella rue du Bac. Per immergersi nella Parigi del Seicento però esistono ancora le vie rue Servandoni e rue de Vaugirard, la prima sostituisce infatti quelae rappresentata nell'opera di Dumas.

Su tutti spicca poi Honoré de Balzac, celebre scrittore francese dell'Ottocento che servendosi di uno stile narrativo assolutamente attuale guida il lettore tra le vie e i luoghi dellabalzac parigi città dove si muovono i suoi personaggi e nei quali si svolgono gli intrighi delle famiglie parigine. Parigi non rappresenta per Balzac uno sfondo delle vicende narrate, ma è un elemento fondante e imprescindibile. Quella che lo scrittore ama e riproduce è la Parigi tra il 1830 e il 1840, quella Parigi che vive ancora nel ricordo del 'grande imperatore', delle guerre napoleoniche ed è popolata da uomini attivi e coraggiosi, che si sono distinti sul campo di battaglia e che quindi non possono tollerare l'inoperosità. Il rapporto che Balzac intrattiene con Parigi è un rapporto intenso e passionale, che lo conduce a esaltarne la bellezza e la magnificenza, ma senza mai lasciar offuscare la sua capacità critica e di giudizio, e senza mai lasciare che il suo amore per Parigi gli impedisca di coglierne gli aspetti negativi e di mostrarli.

Anche Hemingway, noto scrittore americano, autore di testi indimenticabili come Addio alle armi, Fiesta, Per chi suona la campana, Di là dal fiume e tra gli alberi, e Il vecchio e il mare, abitò negli anni Venti in rue Descartes e amava sedere alla Closerie des Lilas, una modesta brasserie dove lo scrittore trovava ispirazione e oggi raffinato ristorante. Hemingway era solito recarsi anche in un altro celebre locale, il Lipp, che rappresenta ancora oggi un'istituzione. A poca distanza dal Lipp troviamo rue Fürstenberg, dove pare di sprofondare in quella Parigi ottocentesca più volte narrata da Balzac: si tratta di una via quasi irreale, assimilabile a un set creato ad hoc per un film in costume, con il suo lampione a cinque sfere, il suo piccolo square e, su un lato, il Musée Delacroix, intitolato appunto a Eugène Delacroix, pittore geniale e figlio illegittimo del principe di Talleyrand.

montmartre parigi artistiLasciando il Quartiere latino, tanto caro a Hemingway, e inoltrandosi in Montmartre ci si ritrova nei luoghi tanto amati da Louis-Ferdinand e Marcel Aymé, a quest'ultimo in particolare è dedicata una statua in bronzo a grandezza naturale sita in rue Norvins. Aymé è peraltro autore di un racconto intitolato Avenue Junot, in cui descrive la Butte, il più alto 'monte' di Parigi, protagonista di importanti avvenimenti storici: basti ricordare che durante i giorni della Rivoluzione Francese il colle assunse il nome del capo rivoluzionario Jean-Paul Marat, ossia Mont Marat, e poi nel 1871 fu teatro del sanguinoso avvenimento riguardante la Comune di Parigi.

Certo Montmartre è cambiata nel tempo, anche solo nell'Ottocento Nerval (Gérard) la descriveva piena di "mulini, locande, pergolati, luoghi di campestri delizie e stradine silenziose fiancheggiate da capanne, fienili, folti giardini." Sappiamo che questo scenario campestre è stato conservato fino alla Prima guerra mondiale, per poi diventare 'terra promessa' di artisti e pittori e di scrittori. Emile Zola ne descriveva il panorama con l'intensità poetica che caratterizza i suoi scritti: "A quell'ora, sotto il sole obliquo del pomeriggio invernale, Parigi appariva disseminata di uno spolverio luminoso come se un qualche invisibile deminatore, celato nella gloria dell'astro, avesse gettato a piene mani le sue bracciate di grani... Parigi immensa si stendeva ai uoi piedi, una Parigi limpida e leggera nella chiarità di una sera..." (da Paris, E. Zola).

Sempre in merito agli scrittori francesi che con i loro indimenticabili testi contribuiscono ancora oggi a tener vivo il mito della Parigi letteraria, è necessario citare un luogo imprescindibile: si tratta del mercato dell'usato al Parc Brassens, alla fermata di métro Porte de Vanves. Non è azzardato definire questo mercato un autentico tempio della letteratura francese del primo Novecento, qui, infatti, è possibile trovare una grande varietà di titoli scelti e disposti con criterio. Non ultima c'è la Belleville di Daniel Pennac, un quartiere di tendenza e ben noto ai parigini (ed ora anche dai turisti). Qui Pennac ha trovato lo sfondo a numerosi suoi romanzi, tra tutti quelli dell'inconfondibile Monsieur Malausséene. Certo, Belleville è anche e forse soprattutto noto per la voce di Edith Piaf e per conoscere la sua storia non resta che suggerire di andare al 72 di rue de Belleville: si noterà la targa in marmo che indica di come sui gradini della casa sia nata il 19 dicembre 1915 Edith Piaf.

I luoghi della Parigi letteraria sono tanti, tantissimi, ci fa piacere visitarli uno ad uno e raccontare un pò di più alla prossimia visita.

 

 

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