Provenza

provenza_franciaNell'antica versione provenzale della Genesi, si narra che il Creatore, ancor prima di plasmare Adamo, si fosse ritrovato con tutta una serie di creazioni inutilizzate: un mare cristallino di colore verde-azzuro, chilometri di coste bianche, un terreno fertilissimo colmo di semi di una flora rigogliosa e variegata e ancora sapori e odori di infinita varietà e sfumature. Pensò, quindi, di ricreare sulla terra una sorta di paradiso a somiglianza di quello celeste e fu proprio così che nacque la Provenza.

Percorrendo la Costa Azzurra da Ovest, dopo aver lasciato la Liguria, la prima nota città della costa provenzale in cui ci si imbatte è Marsiglia, la città più antica di Francia. Il nostro percorso inizia proprio da qui: dai palazzi dalle facciate color pastello del quartiere medievale del Panier, alla grandiosa nuova cattedrale la Major con una cupola dell'altezza di 70 metri; dai palazzi ottocenteschi della Canabière, antico quartiere popolato dalle botteghe dei lavoratori di canapa, purtroppo cancellato nell'Ottocento dall'apertura di una importante arteria commerciale, fino ai tanti negozietti intorno al Vieux Port. In due luoghi della città sono stati portati alla luce le antiche zone portuali greco-romane, uno di questi è il Vieux Port, accanto al quale è possibile ammirare alcuni resti di navi e un antico magazzino con anfore, giare e mosaici.

Non appena si abbandona la città, ci si trova di fronte alla bellezza del paesaggio provenzale con i maestosi scogli dei calanchi nel tratto costiero tra Marsiglia e Calais. Le "calanques", raggiungibili in barca dal pittoresco paesino di pescatori di Cassis, sono degli scogli di calcare chiaro, che si tuffano a picco in un mare azzurro-verde da altezze che possono raggiungere i 500 metri. Questi candidi scogli fanno da cornice naturale a numerose baie con delle piccole spiagge per i bagnanti. Dirigendo la barca lontano da questo paradiso artificiale e puntando di nuovo verso Cassis si possono ammirare gli scogli del paesino ricoperti di boschi, le numerose insenature e gli affaccendati pescherecci. Poco lontano sorge l'isolotto D'If, dove nel 1524 fu costruita una fortezza a difesa di Marsiglia, poi trasformata in prigione per gli Ugonotti e altri prigionieri politici e diventata famosa grazie al romanzo di Dumas "Il Conte di Montecristo".

L'entroterra presenta una grande varietà di paesaggi e colori diversi, che in autunno sono dominati dal colore rossastro delle foglie. Ordinati filari di pioppi si susseguono ad altissimi massicci montuosi, le viti si inerpicano dolcemente lungo i declivi montuosi in un effluvio di odori,  che si mescolano a quelli delle erbe aromatiche in particolare timo, rosmarino e lavanda. Il tutto incorniciato da torri e fortezze degli antichi villaggi e da sconfinati boschi, come quello di St. Baume, dalla caratteristica atmosfera misteriosa ed enigmatica tanto da essere considerato un luogo sacro.

Bellissima anche la regione paludosa della Camargue, popolata da tori neri, fenicotteri rosa e cavalli bianchi in un vero bouquet di colori e dove è possibile assistere alle corride, che si svolgono alla maniera di quelle spagnole. Esistono in realtà anche con una variante, vengono chiamate novilladas, il procedimento è lo stesso l'unica differenza è che i tori sono più giovani e i toreri alle prime armi. In alcuni località della Camargue si svolgono addirittura per strada e vengono eseguite da mandriani a cavallo.

Proseguendo il nostro viaggio in Camargue merita una sosta  Saintes-Marie-de-la Mer, meta di un variopinto ed affollato pellegrinaggio di zingari nei mesi di ottobre e maggio. La passione "sportiva" dei provenzali va però al gioco della Boule o Pétanque, che corrisponde al nostro gioco della boccia. I giocatori devono semplicemente avvicinare il più possibile con le loro bocce una pallina di piccole dimensioni.

È la mescolanza di colori quella che colpisce il visitatore non appena si arriva nella regione di Vaucluse o Valendole. Nell'omonimo altopiano, dominato dai campi di lavanda, si può sentire come una sorta di gorgoglio proveniente dalle viscere della terra e sputato fuori attraverso una bocca-fessura nella roccia. Si tratta del fiume sotterraneo Sorgue, che si è gonfiato dopo un nubifragio. Il cuore della Vaucluse è il Mont Ventoux (Monte Ventoso) monte sacro dei Celti, spazzato per intere settimana dal Mistral (maestrale) il gelido vento proveniente dal Nord.  Il monte sfiora i duemila metri di altitudine e dalla sommità ricoperta di pietra calcarea bianca è possibile raggiungere con l'occhio un panorama di straordinaria vastità dalle Alpi, al Mediterraneo fino ai Pirenei nei giorni più chiari. È però l'ocra brillante del monte su cui sorge il piccolo paesino di Roussilon a completare l'acquerello di questa terra, non a caso ispirazione di  tanti pittori non solo francesi, che la scelsero come dimora: da Cezanne, a Van Gogh fino a Matisse, Monet, Renoir, Gaugin e Picasso. Gli antichi romani utilizzavano l'ocra per tingere le loro tuniche e ancora oggi è possibile visitare le antiche cave piantate a pini, stando ben attenti a non macchiarsi. Chi soffre invece di vertigini dovrà tenersi stretto agli alti parapetti dei punti panoramici del Grand Canyon del Verdon (detto anche l'orrido del Verdon), dove le ripide pareti rocciose possono arrivare all'altezza di 700 metri. La magnifica gola nasconde sul fondo uno scintillante letto di acque verdi giada del fiume prealpino, che sgorga all'altezza di 2500 metri e si è scavato nella roccia questo stretto passaggio per sfociare nella valle della Durance.

La regione del Vaucluse è animata dalla storica Avignone, rifugio papale dopo la cacciata dalla città di Roma. Proprio nel cuore della città sorge la fortezza con mura alte cinquanta metri, che fu la residenza dei Papi, collegata da antichi giardini con la cattedrale Notre-dame-des-Doms. Attraversando un semplice vicoletto accanto al Palazzo dei Papi si sbuca direttamente in Place de l'Horloge, punto di incontrodell'animata vita cittadina e sede di un anfiteatro di epoca romana, di cui tempo fa furono ritrovati i resti.

Tracce della dominazione romana sono in realtà visibili in tutto il territorio provenzale dai tanti ponti (come il Pont Julien sempre nella regione della Vaucluse) ancora oggi percorribili a piedi, agli acquedotti come il noto Pont-du-Gard. Nel tardo pomeriggio gli archi dell'acquedotto battuti dal sole si riflettono nello specchio delle acque del Gardon. Mozza fiato è anche la vista che si può ammirare passeggiando sull'ultimo piano del Pont-du-Gard a circa 50 metri di altezza. E ancora l'anfiteatro romano di Nimes, uno dei meglio conservati con parti del piano superiore ancora intatte, o quello di Arles dove si svolgono tuttora corride e spettacoli folcloristici. Questa bella cittadina, particolarmente amata dai romani che la chiamavano: "la piccola Roma in Gallia", è nota anche per la bellezza femminile. Pare che le abitanti di Arles siano le più belle di Francia, probabilmente per la mescolanza tra la delicata fisionomia francese e i tratti esotici dovuti alla felice dominazione araba.

La città è fortemente legata al nome di Vincent Van Gogh, il grande pittore olandese realizzò nella cittadina provenzale circa 400 tra disegni e dipinti tra il 1888 e il 1889, non riuscendo purtroppo a venderne neanche uno. A lui Arles ha dedicato l'Espace Van Gogh, nel restaurato ospedale cinquecentesco Hotel-Dieu du Saint Esprit, dove lo stesso pittore venne ricoverato.

Tra le città della Provenza non è possibile tralasciare la capitale Aix en Provence. La città è attraversata dal Cours Mirabeau, che si snoda per quattrocento metri suddividendola in due cittadine distinte. A nord sorge la parte vecchia con costruzioni di epoca romana, medievale e varie costruzioni di un periodo compreso tra il XVI e il XVII secolo. La parte vecchia si è sviluppata in un viluppo di stradine e vicoli, che costituiscono la parte commerciale della città con eleganti negozietti e accessibilissimi bazar. Da visitare anche il Palazzo di Giustizia in Place de Verdun, Place de l'Hotel de la Ville con il municipio e la bella cattedrale di Saint- Sauveur.

A sud del Cours Mirabeau invece sorge il Quartier Mazarin, dove l'arcivescovo Mazarino fece realizzare un ordinato sistema di strade parallele con  una serie di belle piazze per le lussuose abitazioni della popolazione ricca o borghese.  Paul Cezanne scelse la città per costruirvi nel 1900 una casetta ed eleggerla a sua dimora lavorativa per potervi dipingere in completa ed assoluta pace. L'atelier è rimasto uguale dal giorno della morte del solitario pittore e merita sicuramente una visita.

Partendo da Aix-en- Provence si può percorrere la Route Cézanne, incontrando il simbolo universalmente noto che identifica il grande pittore francese, che lo ritrasse più volte: il massiccio di Sainte Victoire. Il massiccio presenta una sorta di doppio pendio, a sud scende a picco e a nord digrada lentamente verso la valle della Durance. In onore a Cézanne, Pablo Picasso acquistò un castello a Vauvenargues, proprio di fronte al massiccio di Ste. Victoire. Picasso tra l'altro, nonostante avesse trascorso la maggior parte degli anni francesi in Costa Azzurra, scelse proprio questo luogo come sua sepoltura.

La Provenza è anche la culla della viticultura francese sin dall'antichità, quando i greci che approdarono presso le coste provenzali portarono con sé delle viti. Nella regione della Drome Meridionale vi è una vera e propria Routes des Vins, che attraversa molti vigneti e a paesini di vignaioli in una regione dominata da numerosi castelli come quello di Suze-la Rousse, abbarbicato su una rocca e sede del primo istituto superiore di enologia. Gli ottimi vini provenzali, tra cui il rosso Tricastin, sono accompagnati da una deliziosa tradizione culinaria. Gli ingredienti principali della cucina provenzale sono: olio d'oliva, erbe aromatiche, spezie e aglio. I cibi prediletti sono pesce e gamberi di fiume, la regione è infatti anche ricca di laghi balneabili e fiumi, carne di agnello, coniglio e lepre, si fa anche largo uso di interiora tipo fegato e cervello, animelle di vitello e trippa. Famosa la Bouillabaisse, una zuppa aromatizzata a base di avanzi di pesce di giornata, che nella versione odierna contiene anche gamberi e aragoste. L'aigo-boulido, zuppa di erbe, aglio e uova; il boeuf-gardian uno stufato di manzo tipico della regione della Camargue; la brandade o moure sèche (stoccafisso), che in passato era un piatto tipicamente povero e attualmente è considerato addirittura un lusso. Fra le specialità gastronomiche della regione vanno annoverati i tartufi, la ratatouille, preparata con verdure stufate e i dolci provenzali: il nougat, torrone a base di mandorle, miele e frutta, le tartarinades, caramelle di cioccolato, i calissons, pasticcini a base di miele e mandorle e la frutta candita di Apt.

Articolo di Rina Zamarra

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