Truffaut e Godard

Truffaut e GodardTruffaut e Godard sono due dei principali esponenti della Nouvelle Vague, un nuovo modo di fare cinema nato alla fine degli anni '50, che contestava il cinema francese affermato e i registi convenzionali, privi di originalità artistica, abituati a concepire il cinema alla pari del romanzo. Francois Truffaut esordì nel 1959 con “Les 400 coups”, film confessione della sua infanzia difficile costretto a vivere in una famiglia poco attenta e a frequentare una scuola troppo rigida. Racconta così la solitudine di un bambino che vive in un mondo ingiusto, quello dei padri, che non dà speranza di apertura verso la novità. Nel finale del film, il bambino, fuggito dal collegio in cui la famiglia lo aveva rinchiuso, corre senza sosta verso il mare e l’inquadratura per un attimo si ferma sul volto ansioso e sperduto. Il mare che lo attende, testimonia la speranza, reale possibilità di libertà, offerta all’individuo. Godard suo collega e in un certo senso rivale, di questo film disse “Il film più libero del mondo. Moralmente parlando e anche esteticamente”. Dopo questo esordio, la sua produzione cinematografica fu fittissima e non è il caso di rivelarla in questa sede, ma invitiamo tutti ad andarla a conoscere (http://www.imdb.com/name/nm0000076/), perché Truffaut è uno dei migliori narratori del cinema moderno.

Jean-Luc Godard è concretamente un regista differente rispetto a Truffaut. Infatti, mentre il secondo ha sempre ricercato e perseguito nei suoi film un equilibrio tra la forma e il contenuto, il primo è il cineasta più radicale della Nouvelle Vague, sperimentatore assoluto della forma. Il suo più grande successo “A’ bout de souffle” del 1960, racconta la storia di un individualista romantico e anarchico, un asociale e ribelle, che vive una mitizzata vita da duro, fino alla sua morte. Egli corre incontro al suo destino con melanconica accettazione. Vive con elementare spirito istintivo, ama il denaro, uccide impulsivamente, a sangue freddo, con la prontezza di chi non ha nulla da perdere. Il giovane Michelle Poiccard non cerca alternative per redimersi, ma vive pericolosamente fino all’ultimo respiro. Con la sua donna, Patricia, ha un rapporto esclusivamente sessuale, tra i due vi è incomunicabilità. Entrambi rappresentano la generazione dei giovani del momento, non appartengono a nessun luogo e a nessun tempo. Il film è uno straordinario e autentico documentario sull’epoca e un omaggio ai noir minori del cinema americano, i cosiddetti B movies degli anni ’30, ’40, girati in sette giorni. Difatti Godard ha realizzato il film senza scenari ricostruiti, senza dialoghi scritti, su una sceneggiatura di pochissime pagine. Usa sempre la cinepresa a mano per dare un senso di leggerezza e fluidità; il ritmo è svelto, il tono quello di un reportage. L’inquadratura è spesso motivatamente tremolante per accentuare la verità; la temporalità dilatata. Con Godard è manifesta la volontà di esaltare il genio creativo dell’autore, del regista che attraverso la tecnica e la sua cifra stilistica esprime la sua originale poetica espressiva. Qui trovate la filmografia di Godard: http://www.imdb.com/name/nm0000419/ Vi segnaliamo altri importanti film francesi e nomi di registi della Nouvelle Vague: Claude Chabrol, autore caratterizzato dal suo sguardo morale e pessimista e dall’inconfondibile movimento di macchina circolare. Meno autoreferenziale di Godard; Eric Rohmer, regista più vicino alla generazione precedente, con uno sguardo più moralista e spirituale che trova sempre una soluzione all’amoralità della vita, grazie all’esperienza della provvidenza e della religione. Attua un’estetica della trasparenza, donando naturalezza alle sue riprese, differenziandosi dunque dal più radicale Godard.

Voli economici per la Francia seleziona il tuo aeroporto di partenza dall'Italia o dall'estero e scegli tra decine di compagnie, tra cui Ryanair, Easyjet e tante altre e vola con prezzi super convenienti. Risparmia fino al 50%...