Week end a Parigi

Week End a ParigiLa 'Ville Lumiere' si apre a noi attraverso una grande stazione dagli alti soffitti, vetro e ferro battuto elegantemente disegnati in stile primo Novecento: la grande sala centrale della Gare de Lyon ci accoglie stanchi di quasi 8 ore di viaggio, ma felici della raggiunta destinazione. Scegliere di arrivare a Parigi da Milano in treno si è dimostrata una buona scelta, non solo per il fatto che si parte e si arriva nel centro della città ad un prezzo comunque adeguato (meno di 180 euro andata e ritorno), ma soprattutto perché viaggiare in treno in Europa significa anche minore impatto ambientale da emissioni di CO2 (se si confronta soprattutto all'aereo).

Siamo partiti  in perfetto orario da Milano Stazione Centrale, alle 8 del mattino; nel primo pomeriggio eravamo già al bar della grande 'Gare' a maledire il caffè acquetta appena ordinato... forse si doveva specificare 'espresso'? Decidiamo di lasciarci l'Italia e le sue intolleranze alle spalle, almeno per questi pochi giorni di ferie, ed entrare nel vivo nella cultura française (si scrive così?)... per l'appunto bevendo i nostri caffè tutti d'un fiato.

Certo che visitare Parigi in un solo fine settimana (anche se un po' allungato) non ti dà tanto tempo per fare tutto quello che vorresti, tuttavia basta organizzarsi al meglio. La fortuna richiede anche un pò di organizzazione e così che al tempo abbiamo abbinato le informazioni di una brava guida turistica locale che per sole 3 ore, in italiano, è stata in grado di illuminarci sulla città, guidando il nostro orientamento anche nei giorni a seguire.

L'abbiamo scelta insieme con Ernesto, il mio compagno di sempre. Lui sa quanto ami fare del viaggio un personale percorso individuale, immaginato, scelto ed organizzato così come se ci avessi sempre vissuto nella 'città di visita. Questo è un modo che mi fa sentire viva, capace di  arricchire la vita con più vite, più luoghi, più passioni e colori. Solo così riesco ad avere la sensazione di aver conosciuto davvero luoghi visitati. Sarà per questo che ho una passione viscerale per le mappe o, che dir si voglia, cartine, che adoro in modo quasi sproporzionato. A tale proposito, uno dei primi luoghi di visita è stato proprio il IGN (Institut Geographique National), in rue La Boéte, non lontano dai più noti Campi Elisi: al suo interno un tempio delle mappe di tutto il mondo, compresa ovviamente quella di Parigi.

La scelta è stata ovvia, anche per il fascino del quartiere, gli immensi Champs Elysées: un viale più che maestoso e talmente famoso che non si può non dire di averli attraversati, se si capita almeno una volta a Parigi. Larghi e alberati, sono più affascinanti se visitati durante le ore serali, quando si illuminano, magari dopo essere stati in una delle eleganti caffetterie o essere entrati nei tanti negozi griffati che li caratterizzano. Ovviamente, farli per intero a piedi non è da molti, visto che sono lunghi ben 3 km, ma Ernesto mi fa notare che arrivare all'altra estremità significa poter fare una bella foto sotto il mitico Arco di Trionfo (e sentire l'atmosfera che un tempo aveva circondato lo stesso Napoleone Bonaparte, che appunto lo fece costruire nel 1806).

Prendere la metropolitana a Parigi è facile. Dalla fermata metro Charles de Gaulle-Etoile, per esempio (giusto sotto l'Arco), è possibile arrivare direttamente alla zona del Louvre con due linee, la rossa e la gialla; noi scegliamo quest'ultima (conosciuta anche come linea 1) che passando proprio sotto l'Avenue, ci porta  fino alla fermata Concorde, da dove decidiamo di raggiungere a piedi e via bus l'acclamato museo.

Il percorso si arricchisce di altre attrazioni: in successione troviamo la Place de la Concorde, che ci rimanda ai tempi della Rivoluzione Francese, a quando il re Luigi XVI venne ghigliottinato (proprio nello stesso luogo dove oggi erge l'obelisco di Luxor); la bella e piccola chiesa di Madeleine (un po' in su, ma da non mancare), si, proprio quella struttura a forma di tempio greco, costruita nel 1764 e divBus a Parigienuta chiesa per volere dell'onnipresente Napoleone, la visitiamo all'interno e devo dire che è veramente bellissima.

Grazie al sito internet dei trasporti urbani a Parigi siamo riusciti a gestire un'eccezionale percorso tra bus, metro e piedi (stanchi), così che da La Madeleine prendiamo il bus n 52, che attraverso Boulevardd des Capucines ci conduce a Place de l'Opèra, dove si ammira il grande teatro della città. Con il bus n 68 scendiamo giù verso la Senna, lungo Avenue de l'Opera, per ritrovarci in pochissimi minuti di traffico urbano nel bel mezzo dei Giardini di Tuileries e quindi al magico museo del Louvre.

Al Museo di Louvre ci si deve preparare, troppo grande per essere visitato senza una pratica guida (la nostra l'abbiamo prenotata per il giorno successivo, e mai scelta si rivelò più adeguata): è il più grande museo della Francia e tra i primi musei del mondo. Lo visitiamo anche grazie alla carta Parigi Pass, con la quale ci è stato possibile non solo visitare i maggiori Musei di Parigi, ma anche viaggiare per 4 giorni sui mezzi pubblici della città (zona 1-2-3). Ci arriviamo affamati da una comune passione per la storia e per l'arte (non solo per la baguette parigina, quella è già stata mangiata poco prima): incontrando inizialmente la grande Piramide di vetro, che forse molti conoscono per il celebre libro Il Codice da Vinci di Dan Brown. Impossibile descrivere (e vedere) tutte le attrazioni interne al museo, troppo tantissime; ci siamo accontentati della splendida Venere di Milo (Afrodite) al piano terra e, tra gli altri, del Codice Civile  di Hammurabi, re di Babilonia, di circa 2000 anni a.C. (loTomba di Philippe Pot (Louvre) trovate nella sezione delle Antichità orientali). Al piano sotterraneo affascina in particolare la delicata statua di Santa Maria Madalena di Gregor Erhart. Il primo piano è quello sicuramente più battuto, vi troviamo i classici del Louvre: La Gioconda, che preferisco chiamare Mona Lisa, con il suono di quell'Italia rinascimentale che tanto si rimpiange (avete a proposito mai sentito parlare del Furto della Gioconda al Museo del Louvre di Parigi? Leggete qui. Di Leonardo vi troviamo anche altri capolavori, tra cui La Virgine delle rocce .

Qualche passo più in là, alla fine del lungo corridoio, troviamo un altro grande artista italiano: personalmente mi emoziono un po' di più alla vista dello splendido dipinto del Cimabue 'La Vergine con bambino, circondata da sei angeli'. Ma rimango tuttavia particolarmente sbalordita alla vista della tomba di Philippe Pot, che fu governatore della Borgogna sotto Luigi XVI e cavaliere dell'Ordine del Toson d'Oro, eccola qui accanto.

La sera rientriamo al nostro hotel a Parigi, e siamo veramente stanchi da tanta visione. La mattina dopo, il sabato, non ci attende lo shopping alle Gallerie La Fayette, preferiamo un pranzo all'aperto, in un tavolino sotto il sole del Quartiere Latino e dal lì, i soliti rendez-vous parigini: MontparnasseSorbonne, St Germain des Prés, e si spera Montmartre (che per questioni di tempo non si era potuta visitare la sera prima). Place de la Contrescarpe è uno spettacolo di giovani, molti studenti, che amano 'decorare' i tanti locali etnici e le enoteche parigine poste lungo i suo lati. Rue Mouffetard non è da meno, tanto che non vediamo l'ora di entrare in una tipica boulangerie per acchiappare all'istante un caldo croissant e pure un pain au chocolat...

Continuiamo incantati da tanta squisita atmosfera passando oltre le vetrine-atelier del quartiere, addentrandoci nel quartiere ebraico di Marais per un altro panino, questa volta preparato fresco al Marche de Enfants Rouge, definito come il mercato alimentare più antico di Parigi (1615), lo troviamo in Rue de la Bretagne. Da li arrivare ai Campi di Marzo e alla Torre Eiffel è facilissimo, questa volta si prende la metro... anche per guadagnare tempo e fare una scappatina ai Giardini di Lussemburgo. Arriviamo al simbolo più grande di Parigi verso il tramonto, quando il cielo ci regala momenti dalle calde tonalità, preludio successivo alle romantiche illuminazioni della sera.

La domenica la dedichiamo alla Cattedrale di Notre Dame, il massimo segno del gotico francese: splendida se osservata dalla riva del fiume, adagiata sulla celebre Ile de la Cité. Vi arriviamo tramite il più mitico dei ponti di Parigi, il Pont Neuf, che tanto mi fa pensare alle tendenze parigine della moda e dello stile di vita. Passiamo una giornata rilassante, da prendere senza fretta, anche perché ci sentiamo un pò stanchi. Sdraiati sul verde prato, rimandiamo ancora più in là il pensiero delle valigie e del ritorno a casa, che ci attende a fine serata alla solita Gare de Lyon.

 

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